lunedì 9 novembre 2009

Simona Petaccia. Comunicazione: Competenza, Costanza & Curiosità

50 volti della Comunicazione
50 autoritratti contemporanei


"Mai ti è dato un desiderio senza che ti sia dato anche il potere di realizzarlo"
Ritengo che questa frase di Richard Bach sia esatta, ma sono anche convinta che bisogna crederci davvero.

Proprio per questa determinazione ora sono qui, tra i 50 volti scelti da PRanista per rappresentare chi si occupa di informazione e comunicazione in Italia. Solo una persona incosciente avrebbe, infatti, scommesso su di me: donna, disabile e residente in Abruzzo… regione del Bel Paese distante dai centri nevralgici del settore, Roma e Milano.

IO L’HO FATTO !

Un vero azzardo, direi. Il mio desiderio di operare in questo mondo era, però, così forte da farmi rischiare contro tre condizioni che è difficile farsi “perdonare” in un’Italia ancora così incentrata sugli uomini e in cui sembra che tutti debbano essere presenti e perfetti.

Non è stato un caso che io abbia scelto il giornalismo on-line, poiché ho compreso che avrei potuto accorciare le distanze geografiche solo sfruttando l'avvento delle nuove tecnologie digitali che tanto hanno modificato la nostra professione.

Non basta, però, essere on-line per guadagnarsi un proprio spazio nel settore. Ho, di fatto, appreso sul campo che bisogna essere pronti al sacrificio e a una formazione continua per guadagnarsi la stima dei lettori e dei colleghi. Oltre a una ampia competenza, infatti, è indispensabile possedere costanza e tanta curiosità verso ciò che accade nel mondo.

Chi vuole intraprendere questa attività deve chiedersi: "Sono pronto a tutto questo e… per pochi spiccioli?".

È vero, potrebbe non essere sufficiente, ma chi è nato per fare questo lavoro ha il diritto/dovere di provarci … d’altronde: “Impossibilità: una parola che si trova solo nel vocabolario degli stupidi” (Napoleone Bonaparte).

Attualmente, invece, mi pare che molti (non tutti, per carità!): abbiano un’idea romanzata di questo mondo immaginato come fonte di lauti guadagni; non siano forniti della necessaria passione verso quest’attività; ignorino il senso della cosiddetta “gavetta”.

Affermo ciò con amarezza, ma… ascoltando le interviste rilasciate da diversi aspiranti protagonisti di questo settore, ho notato che il termine “comunicazione” è molto abusato e che si pensa a questa professione come a un’attività basata solo su lustrini, lusinghe e spensieratezza.

Pochi giorni fa, ad esempio, ho sorriso quando la bellissima protagonista di un sexy calendario 2010 ha dichiarato in TV che ha scelto di posare perché vuole fare la giornalista e quelle foto possono darle visibilità. Spero che stesse scherzando, ma lo dubito fortemente anche perché ho spesso sentito etichettare “Addetti alle Pubbliche Relazioni” quei ragazzi che lavorano per intercettare i possibili utenti di una discoteca, “Addetti Stampa” quei giovani che si trasformano in un punto interrogativo se gli chiedi una cartella stampa ecc.

Temo che ci sia troppa confusione e che si sbagli nel considerare l’attività di giornalista e di comunicatore come un qualcosa da poter improvvisare.

Per contattare Simona Petaccia:
Web: http://simonapetaccia.blog.dada.net
E-mail: spetacc71@supereva.it
Facebook: Simona Petaccia

domenica 8 novembre 2009

E il cielo è sempre più Black... PR

Saranno sempre di più. Da Sircana a Cosimo Mele, da Max Mosley alla D'Addario, da Noemi a Marrazzo, il futuro prossimo venturo è scritto: Black PR.

L'equazione è multipla ma semplice:
  • video/info-controllo globale e permanente, conseguenza diretta di tecnologie sempre più evolute, più nano, più diffuse, più economiche;
  • crisi dei media tradizionali e quindi ossessiva ricerca dello SCOOP
  • impoverimento della professione giornalistica tradizionale
  • innalzamento della soglia di attenzione del lettore/spettatore
  • personalizzazione della competizione per la ricerca del consenso (elettorale, manageriale, consumistico) e conseguente utilizzo di strumenti per danneggiare gli avversari
Tutto porta a pensare che aumenteranno sempre di più i casi di scandali sexy, aiutati da operatori dell'info-comunicazione (sarebbe interessante indagare la convergenza tra agenzie investigative e/o d'informazione, ag. di comunicazione, press agent, paparazzi, ecc.) la necessità di materiale video/fotografico per i navigatori vouyeristi (basti pensare a Repubblica.it che ha visto crollare i click da quando ha tolto le gallerie di immagini sexy in home page). Sembra che gli unici a non rendersene conto siano proprio i protagonisti della vita pubblica cascati negli ultimi scandali, come pisquamoni direbbero dalle mie parti.
Il lato positivo è che l'aumentata vulnerabilità impone una maggiore trasparenza e comportamenti più corretti. Non è possibile ormai per un uomo/donna pubblico/a pensare di rinchiudere la propria vita privata in un torrione di segretezza.
Quindi l'invito agli uomini pubblici, senza alcun riferimento a Marrazzo, è: scegliete la Retta Via.

venerdì 6 novembre 2009

Natural Born Clickers

L'8% dei navigatori clicca sull'85% delle pubblicità online. La ricerca "Natural Born Clickers" di Starcom e comScore - cui sono arrivato tramite la newsletter di Seth Godin che citava a sua volta quest'articolo di MediaPost - svela che dal 32% dei cliccatori di advertising sul totale di navigatori (luglio 2007) si è crollati a marzo 2009 al 16% del totale.
Altre cifre molto interessanti sulle pagine di Starcom Mediavest tra cui la divisione tra:
  • 4% of Internet users are Heavy clickers
  • 4% of users are Moderate clickers
  • 8% are Light clickers

Da leggere, absolutely.

lunedì 2 novembre 2009

Aspettando Stoccolma... dove se mangi stai colma

In attesa di incontrare dal vivo i nostri colleghi al Forum PR di Stoccolma e in quella sorta di anteprima che avremo prima dell'Oscar di Bilancio a Milano il 30 novembre sto spulciando nel sito di Sveriges Informationsförening (l'associazione svedese sorella di Ferpi) per trovare spunti vari di confronto.
L'associazione ha alcuni video interessanti sul proprio canale YouTube.
Tra questi un'intervista al Prof. Hammerfors che parla del ruolo del comunicatore nella leadership: The professional communicator´s role in leadership.

domenica 1 novembre 2009

Fabio Ventoruzzo. Futuro PRossimo Vent(u)ro

50 volti della Comunicazione
50 autoritratti contemporanei


“Non pensiate che per fare questo lavoro basti agitare le vostre tettine”. E ancora: “PR non vuol dire Puttane e Ruffiani”.
Sono stati anche queste due graffianti visioni sulle relazioni pubbliche che mi hanno fatto ridere e amare questa professione (grazie Vlado!). Era il 2000. Avevo appena traslocato da una facoltà di Economia (bella… ma col senno di poi!) ad un neonato corso di laurea in relazioni pubbliche (chi era costui?) a Gorizia. Una scelto un po’ casuale e di comodità, nonché frutto di giovanili amori. Una scommessa che nel tempo si è trasformata in missione prima (diventare un professionista) e vera e propria passione poi (fino a farne indigestione, amandola e odiandola assieme, ma mai rinnegandola).
Lavoro da 5 anni. Un lustro passato tra Roma e Milano. Prima e ora come consulente di management. Lobbista nel mezzo. Ho avuto la fortuna di lavorare con professionisti di livello (due su tutti perché devo a loro la mia forma mentis: Toni Muzi Falconi e Fabio Bistoncini).

Giro la boa di questi primi 5 anni portandomi dietro un’esperienza nei processi di analisi e coinvolgimento degli stakeholder. Un lustro, quindi, speso in cabina di regia e troppo poco in trincea, potrei dire (se non suona presuntuoso), che mi hanno permesso di imparare a interpretare e analizzare gli scenari e le dinamiche che influenzano l’agire organizzativo (l’issue management per alcuni, anche se un po’ spurio). Il tutto in un contesto, quello della comunicazione e delle relazioni pubbliche, che è vivo e ricco di stimoli che impongono a tutti di ripensare ogni giorno il proprio modo di operare.

Cinque anni che mi vedono sempre (meno) giovane professionista ma con un piccolo sogno nel cassetto: invecchiare con la stessa passione, per trasmettere ai giovani (come a suo tempo fatto su di me) quell’entusiasmo per imparare ad amare il nostro tanto bistrattato e mai troppo facile, per fortuna, lavoro.
Contatti
skype: fa.ven

Marco Bardus. Il (longo) Bardo


50 volti della Comunicazione
50 autoritratti contemporanei

Sono Marco e sono anche Bardus. Il mio destino è scritto nel mio nome: sono un (longo)bardo friulano, un narratore, un cronista (giornalista pubblicista dal 2005), relatore pubblico, nonché ricercatore e dottorando in scienze della comunicazione. Appassionato di storia e archeologo amatore, mi è sempre piaciuto "scavare" nella realtà delle cose in senso metaforico e letterale. Poiché "fatti non fummo a vivere come bruti", volli seguir la strada della virtute e canoscenza. Questo è il filo conduttore di tutta la mia storia professionale.

Mi imbattei nelle relazioni pubbliche quasi dieci anni fa, quando, attratto dal carattere eclettico e interdisciplinare del piano di studi, mi iscrissi al nuovo e sfavillante corso di laurea in Relazioni pubbliche dell'Università di Udine a Gorizia. Negli anni da studente provai a fare un po' di tutto, tirocinando qua e là: dall'addetto stampa al giornalista, dal grafico impaginatore al presentatore, dall'organizzatore di eventi alla gestione di un portale per studenti assieme ad alcuni miei fantastici compagni e amici. Feci cose, conobbi persone, insomma. Scoprii la Ferpi, lavorai per Uniferpi e mi imbattei in altre realtà associative internazionali, e compresi l'importanza delle associazioni per la crescita culturale e personale.

Dopo aver conseguito la laurea breve, il buon Leonardo da Vinci (il progetto europeo di mobilità lavorativa) mi condusse nella lontana Finlandia, dove conobbi il mondo della ricerca. Ispirato dalla folgorante esperienza nordica, una volta di ritorno in patria, decisi di studiare a fondo il valore delle emozioni e delle relazioni verso i brand e i Lovemark. La mia "quest" culminò in una tesi sperimentale, sotto la guida di Renata Kodilja. Il lavoro di tesi mi fece definitivamente comprendere che il mio percorso sarebbe continuato nel mondo accademico.

Desideroso di novità di immergermi nella ricerca applicata in comunicazione, e spinto dall'interesse verso le dinamiche interpersonali e l'influenza sociale, decisi di lasciare (momentaneamente) il mondo della comunicazione organizzativa per esplorare nuovi territori. Scoprii così la realtà dell'Università della Svizzera Italiana di Lugano, dove trovai un lavoro come assistente alla ricerca e dottorando all’Istituto di comunicazione sanitaria.

Oggi seguo progetti orientati alla promozione dell'attività fisica per mezzo delle nuove tecnologie e dei nuovi media. I miei studi si muovono nell'ambito della psicologia cognitiva e comportamentale, ma cerco di integrare le competenze acquisite e l'approccio pragmatico e teorico delle relazioni pubbliche (foto by Vincenzo Calco).

Contatti:
USI di Lugano
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giovedì 29 ottobre 2009

Med Com - Presentazione & Programma

RP multiculturali

E' davvero interessante avere a pochi giorni di distanza in visita a Modena missioni business di differenti paesi. In particolare abbiamo avuto inglesi e cinesi.
Da un lato con gli inglesi + come essere su un tappeto di velluto: li fai godere con cibo tipicamente modenese (tortellini, aceto balsamico tradizionale), gli fai apprezzare il centro storico e i monumenti, poi ti dedichi agli affari anche con una certa velocità con un contesto di ospitalità che già ti ha dato 100 punti.
Dall'altro con i cinesi il cibo non è poi così apprezzato (tortellini = ravioli? aceto balsamico = olio di soia; altre schifezze; parmigiano reggiano non lo mangiano volentierissimo), Più che i monumenti interessano negozi, però portandoli dalle autorità (ad esempio il Sindaco) si sentono particolarmente valorizzati (mentre gli inglesi ci sfottono per tutti i salamelecchi istituzionali, con fasce tricolori, discorsi, ecc.) e per parlare di business c'è bisogno di lunghe perifrasi e ore ore di puntualizzazioni.
Per non parlare poi dei microcomportamenti: starnuti, succhiamenti di brodo, ruttini malcelati, dress code... gli inglesi che vanno matti per le auto storiche o i particolari tecnologici mentre ai cinesi piacciono i macchinoni anni 50-60.

martedì 27 ottobre 2009

Luca Poma ed il suo staff. Creatori di futuro

50 volti della Comunicazione
50 autoritratti contemporanei


Lo sapevo che non dovevo. Quel giorno, nel 1988, dovevo attaccarmi alla Play (Station) invece di accettare quell’incarico. Eppoi, mentire sull’età, suvvia… che figura!
Ne avevo 16, di anni, e mi spacciai per 19enne, sennò mai più quella signora torinese per bene mi avrebbe dato l’incarico.
La mia “missione” era di convincere gli uffici tecnici del Comune di Torino a fargli aprire un’enorme finestra su di un lato del suo negozio, la cui vetrina dava su di una via secondaria, mentre il muro in questione dava sulla via principale. Ci teneva la signora, per la visibilità… vendeva giocattoli per bambini, e così di perdeva tutto il passeggio sotto i portici, le mamme non notavano mai il suo bel negozio.
Coinvolsi tutte le mie conoscenze e sfoderai le (innate) abilità nelle pubbliche relazioni, ma fu un fallimento. Niente buco nel muro, ed ovviamente niente parcella.
Però imparai un sacco di cose, e soprattutto diedi inizio (presto) ad una carriera che dura tutt’ora, e che spero tramonterà il più tardi possibile, perché mi diverto come un pazzo ad orientare il consenso e ad innovare in questa professione.
Dalle RP alla comunicazione, dalla comunicazione convenzionale a quella non convenzionale e di crisi, da lì alla CSR. E sono 20 anni di passione e fatiche, con mandati in 18 paesi del mondo... Ma - come spiego quando tengo lezioni su questi temi - le idee migliori per i miei Clienti mi vengono al mare, a Capodanno, e non durante lunghi e noiosi meeting in ufficio.
Mi vengono spesso leggendo riviste generaliste, che ti aprono gli occhi su mille cose curiose che succedono su e giù per il pianeta. Ma non ditelo a nessuno: ad alcuni sembra così poco serio…

Per informazioni sul lavoro e sulle idee di Luca Poma e del suo staff: www.creatoridifuturo.it

lunedì 26 ottobre 2009

Sergio Vazzoler. Comunicatore Jazz

50 volti della Comunicazione
50 autoritratti contemporanei

Probabilmente faccio questo lavoro per rispondere a una necessità intima: l’atavica fame di condivisione…
Soltanto un paio di righe per “incorniciare” il mio percorso: ho vissuto un’adolescenza troppo chiusa e riflessiva, troppo seria, anzi seriosa… è stato il dazio che mi sono autoimposto per elaborare il lutto di una perdita ingombrante in età fanciullesca.
Da qui la successiva corsa contro il tempo per liberarmi in fretta dai fardelli dell’autolimitazione e recuperare così gli slanci verso il mondo esterno; è qui che s’inserisce la scelta della comunicazione come ambito di studio, prima, e di professione, poi.

E quindi eccomi qua, poco più di un decennio di lavoro alle spalle nell’area della comunicazione politica, pubblica e istituzionale. Un’area di “nicchia” come si suol dire… per me, più che altro, il “luogo” ideale per distinguere gli abbagli dell’uniformità mediatica dalle mille sfumature dell’identità di persone e organizzazioni, pubbliche o private che siano.
Il mio approccio alla professione – a cui tengo molto – è quello del consigliere del principe, senza alcuna ambizione o tentazione a sostituirmi al principe medesimo (tendenza assai in voga tra molti colleghi…): mi piace lavorare a fianco delle persone, stabilire un rapporto caldo e di fiducia… è in questo modo che si riesce più facilmente a incidere con la comunicazione…
Nella dicotomia celentanesca, sono più “lento” che “rock”… che, poi, nell’approccio professionale si traduce nell’attribuire una fondamentale importanza all’ascolto, restando convinto che la comunicazione diventa efficace e utile soltanto se nasce dall’ascolto strutturato.
Tirando le somme e concludendo il giochino, potrei definirmi un comunicatore "jazz".

Contatto vazzoler at hotmail.com

domenica 25 ottobre 2009

50 volti della Comunicazione

PRanista inaugura questa settimana una galleria di autoritratti con i primi due dei 50 volti della Comunicazione.

50 autoritratti di professionisti del mondo delle relazioni pubbliche e della comunicazione. Sarà una specie di PowerBook dei nuovi volti della comunicazione italiana... scritto direttamente dai protagonisti senza troppe paranoie e, mi auguro, con la voglia di dare un'idea delle mille declinazioni della nostra professione.
Artigiani o scienziati della comunicazione? Innamorati o schiavi del proprio lavoro? Workaholici o perditempo della rete? PR o relatori pubblici? Grafici o designer? Uomini o caporali?

Partiamo domani in ordine assolutamente sparso, anzi relazionale: un volto a settimana, per 50 settimane, sotto lo sguardo severo di Baffo Bernays.

mercoledì 21 ottobre 2009

La miglior comunic@ttrice UK

Miglior PR dell'anno: Joanna Lumley nominata Communicator of the Year ai PRWeek Awards 2009.
L'attrice inglese si è distinta nel 2009 per il suo ruolo nella campagna di sensibilizzazione a favore dei diritti umani in Gurkha, regione del Nepal.

Una campagna che in Italia ha avuto forse un paio di micropezzi sui giornali nazionali. Un'attrice, come migliore comunicatrice, che secondo PRWeek è riuscita a muoversi senza problemi sia su media con audience di massa sia all'interno dei programmi televisivi di alto contenuto politico-sociale.

Blog-Giornali 1-0

da Prima Comunicazione
La classifica dei siti d’informazione Usa: Huffington Post batteWashington Post
21 ottobre 2009 - Nella sezione Documenti di Primaonline.it pubblichiamo la classifica dei primi trenta siti di informazione americani. L'audience di The Huffington Post, il blog/aggregatore di notizie di Arianna Huffington ha superato quella del sito del Washington Post. Lo confermano i dati di settembre di Nielsen Online relativi ai siti di informazione americani, diffusi nei giorni scorsi da Editor & Publisher. Nell'ultimo anno l'Huffington Post è cresciuto del 26%, raggiungendo in settembre 9,4 milioni di utenti unici, mentre il Washington Post è sceso del 29%, a 9,2 milioni.
Clicca qui per la classifica dei primi trenta siti di informazione americani.

Scarica il documento:
- Classifica siti news Usa (doc)

domenica 18 ottobre 2009

Time to Deliver! Uno sforzo di RP enorme


Dal twitter di Barack mi son infilato nel sito barackobama.com direttamente nella sezione dedicata alla riforma sanitaria e in particolare alla campagna di relazioni pubbliche Time to Deliver.
Uno sforzo immane, un progetto di comunicazione che punta sull'engagement diretto dei cittadini che vengono mobilitati contro (o verso) il congresso: 100.000 calls per il congresso, organizza il tuo party Time to deliver, leggi la sintesi della riforma in una pagina, scarica i materiali e promuovi la riforma sanitaria... Assolutamente imperdibile.

Reputazione d'Italia


Negli ultimi mesi si è assistito a un crescendo di attenzione mediatica ineìternazionale nei confronti dell'Italia, soprattutto in merito alle peripezie Silviesche. I giornali esteri “sputtanano l'Italia”? La scorsa settimana, il 13 ottobre, è uscito sul Sole 24 Ore una breve ma interessante riflessione di Miguel Gotor su quanto la “brutta fama del Belpaese” sia in parte spiegabile anche per un'invidia e il persistere di luoghi comuni di cui L'italia è vittima.

La domanda da comunicatori che dobbiamo porci è: in che modo possiamo migliorare la Reputazione d'Italia? Non sarebbe bene anche pensare a un organismo di stato (possibilmente non di governo) che si occupi dell'immagine e della reputazione italiana? Una sorta di task force per la gestione delle RP del paese che persegua una strategia di fondo, che abbia una missione una vision del paese. Non mi risulta attualmente esista, se non come ministero degli Esteri e rete diplomatica.

Sarebbe bello che in questo ambito anche le associazioni professionali e imprenditoriali (Ferpi, Assorel, Assocomunicazione, TP, Unicom, ecc.) offrissero senza nulla pretendere una board di indirizzo per comunicare il paese e migliorarne la reputazione... ma già mentre lo scrivo, mi spuntano mille perplessità.

venerdì 16 ottobre 2009

E Alastair Campbell fece il BerlusKaz?

Anche il più grande spin doctor contemporaneo - almeno per quanto mi pare annusando di tanto in tanto lo star system della comunicazione - Alastair Campbell invita gli inserzionisti a boicottare il Daily Mail... dal suo Twitter:
Ta for letting me know BT, M and S, L'Oreal ads removed from Mail site. Now other advertisers should follow suit. And readers stop buying
Perché? In realtà Campbell si scaglia contro il giornalista del Daily Mail, Paul Dacre, per l'articolo scritto sulla morte dell'ex Boyzone, Stephen Gately, in cui lascia trasparire un atteggiamento omofobico.
E così invita al boicottaggio. Nulla a che vedere con le paturnie di Silviuz.

mercoledì 7 ottobre 2009

Stay Wired! Galatesouly Cordeli@

Bello l'ultimo numero di Wired, in particolare con il Galateo 3000, le regole del comportamento tecnologico per nuovi gentlemen e altri umani altamenti evoluti ovviamente nerdissimamente nerds...

Alcuni consigli li seguirò in pieno, altri li seguivo già: se cade la linea richiama, puoi mandare sms in ciompagnia, non mettere la foto di tuo figlio sul profilo (quando ci sarà), non telefonare mentre sei al wc (solo sms), via l'auricolare (absolutely!), cancella i post che non vuoi, lascia il tuo wi-fi aperto per una rete sempre accessibile a tutti ;-)
E poi ancora stai attento al tuo spazio personale & non scusarti mai per un post infelice. Pardon!

US Blog regolamentati contro l'astroturfing?

Leggo oggi in prima pagina sul Sole 24 Ore che negli Stati Unitila Federal Trade Commission avrebbe intenzione di regolamentare la trasparenza di blog e social network, imponendo agli autori di post che parlano libri e prodotti commerciali di dichiarare se e da chi sono pagati.

L'esigenza in parte condivisibile sta già scatenando reazioni contrarie nella blogosfera che si schiera a favore della libertà di pensiero e espressione; resta il fatto che come tutti sanno il web 2.0 sta diventando uno degli strumenti principali di promozione, utilizzato ampiamente dalle agenzie di relazioni pubbliche, advertising e comunicazione, spesso abusandone.
Esistono, comunque, come segnala De Biase, codici di autoregolamentazione come quello del WOMMA che aiutano a seguire una condotta corretta.

martedì 6 ottobre 2009

Al via i preparativi per il Forum Mondiale delle Relazioni Pubbliche

Ferpi invita i propri soci ed amici ad unirsi alla delegazione italiana che parteciperà al Forum Mondiale delle Relazioni Pubbliche organizzato da Global Alliance il 14 e 15 Giugno 2010 a Stoccolma. Sono aperte le iscrizioni per partecipare.

05/10/2009, Notizie Ferpi, Commenti

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di Toni Muzi Falconi, Florence Castiglioni, Biagio Oppi

Cari Soci e Amici di Ferpi: questa è la migliore proposta che avete mai ricevuto per il vostro futuro professionale e per la crescita della nostra professione. Leggete con attenzione prima di cestinare.

Il gruppo internazionale della Ferpi vi invita caldamente a considerare già oggi (per le ragioni che capirete subito leggendo questa nota) l’opportunità di unirvi a noi e partecipare alla delegazione italiana al prossimo Forum Mondiale delle Relazioni Pubbliche che si svolgerà il 14 e 15 giugno 2010 a Stoccolma, organizzato dalla Global Alliance e dai nostri colleghi svedesi.

L’invito è per un gruppo di 20 partecipanti (naturalmente i primi che si registrano avranno la precedenza) in partenza da Roma (o da Bergamo o Malpensa), sabato 12 giugno, di prima mattina, con rientro a Roma (o Bergamo) la sera di mercoledì 16 giugno.

Il costo tutto incluso (viaggio aereo da e per i due aeroporti italiani a Stoccolma, trenino di 20 minuti alla stazione centrale, 5 minuti a piedi al bellissimo albergo Clarion Signa dove si tiene il Forum, sabato e domenica mattina visita alla città, domenica pomeriggio inizio e apertura del Forum, lunedì e martedì partecipazione al Forum, mercoledì tre incontri con i nostri colleghi di due grandi imprese e una importante amministrazione pubblica svedese) non supererà i 2000 euro per i soci Ferpi (i dettagli dei costi sono in via di studio). Per i non soci il prezzo sarà contenuto entro i 2500 euro.

Le ragioni della fretta sono che il costo di partecipazione al Forum, comprensivo di lunch e dinner di gala, così come le tariffe alberghiere sono bloccate fino a Natale 2009, con tariffe particolarmente vantaggiose per i soci Ferpi.
In più, come immaginate, è la settimana più bella dell’anno in Svezia (giornate più lunghe) e, come forse non sapete, a Stoccolma è anche la settimana del matrimonio reale.

Questa intrigante ed eccitante avventura può cominciare subito anche per voi. Potrete attivamente collaborare a formare il programma, le attività e i risultati di un Forum mondiale come non se ne ricordano, interagendo con il Comitato Organizzatore sul sito dedicato, in uscita nei prossimi giorni.

Il tema generale del Forum è quello della ‘organizzazione comunicativa’, declinata nei suoi diversi componenti fondativi. Il vostro contributo attivo viene così richiesto prima, durante, a conclusione e dopo il Forum.

Prima la discussione si svolge in rete.
Durante si svolge intorno a tavoli di massimo otto colleghi di ogni parte del mondo che discutono fra loro le implicazioni di alcuni stimoli lanciate in sala da alcuni autorevolissimi colleghi di tutto il mondo con forti profili provocativi.
La conclusione del Forum è l’approvazione degli Stockholm Accords, in cui le 65 associazioni nazionali che fanno parte della Global Alliance (e quindi in prima linea anche Ferpi grazie al vostro esempio e contributo), formalizzano il loro impegno a rendere operative le decisioni condivise che, nelle intenzioni del Comitato Organizzatore, porteranno le relazioni pubbliche nel mondo a contribuire con maggiore rilevanza al successo delle organizzazioni e, quindi, ad una migliore reputazione e ad un più elevato rispetto della nostra professione.
Il dopo vi vedrà infine impegnati ad applicare le decisioni condivise a Stoccolma nel vostro lavoro quotidiano e nel renderne edotto i vostri colleghi e interlocutori influenti.

L’organizzazione comunicativa attribuisce alle relazioni pubbliche un ruolo di top management nella co-generazione di culture organizzative coerenti con le accelerate dinamiche della società globale e identifica i percorsi di sviluppo di consapevolezza, abilità e competenze che i professionisti dovranno interiorizzare per assumere questa responsabilità con efficacia.
Viene infatti ritenuta superata la ormai consolidata e lineare catena del valore organizzativo di Michael Porter, verso un modello imperniato invece sul valore del network, inevitabilmente non lineare e caotico e fortemente imperniato sul governo delle relazioni.
Cinque anni di studio dei nostri colleghi svedesi in partnership con università e la contribuzione sperimentale e operativa di una decina fra le massime imprese svedesi, hanno consentito di affermare che il relatore pubblico trova la sua funzione nei diversi ruoli di ‘creatore di sistemi’, di ‘mediatore’, di ‘coach’ e di ‘influenzatore’.

Anche per il formato fortemente interattivo del Forum, questa è una straordinaria opportunità di scambio di esperienze, di networking e di diretta e attiva contribuzione a quello che siamo certi sarà l’esperienza fondativa delle relazioni pubbliche globali di questi primi decenni del nuovo secolo.

Come si può pensare di mancare?

Mandate subito una e-mail a Florence Castiglioni (flocasti@tiscali.it) per dichiarare il vostro interesse. Non è ancora un impegno e non vi chiediamo di anticipare soldi. Ricevuta la vostra espressione di interesse completeremo i dettagli organizzativi e sarete fra i primi a ricevere l’invito diretto all’adesione finale.

Se lo farete subito potremo anche invitarvi a partecipare ad un seminario molto esclusivo che si svolgerà a Milano il 30 novembre tarda mattinata/primo pomeriggio, in tempo e in luogo adatto per poi partecipare alla cerimonia conclusiva dell’Oscar di Bilancio, in cui il prof. Sven Hamrefors, coordinatore dei cinque anni di ricerca dei nostri colleghi svedesi, discuterà dei risultati del suo lavoro con alcuni direttori della comunicazione di grandi imprese italiane e gli studenti del Master Ferpi/Assorel/Iulm.