mercoledì 8 luglio 2009

MMM: My Marketing Myopia

Ahimé a volte basa rileggersi un classico e si viene illuminati dai banali (ma quanto mai) fondamentali.
Riprendendo le riflessioni di qualche giorno fa su quale modello di business per le Relazioni Pubbliche mi ha assalito un atroce dubbio:
noi relatori pubblici dobbiamo considerarci soggetti attivi nel settore della comunicazione o nella consulenza di management? Con le conseguenze che questo comporta...
Ovviamente dipende da ognuno di noi, quali competenze si attribuisce e quali servizi offre. Chi ritiene di essere capace e di fare l'addetto stampa è ovvio che è principalmente sarà comunicatore; ma chi comincia a influire sulla fase di envisioning o definisce la strategia di governo delle relazioni degli stakeholder non è più solo un comunicatore. Il suo rapporto con il cliente sarà principalmente consulenziale e meno di fornitura di servizi.
Banalissimo a dirsi... ma personalmente molto illuminante.
Grazie a Marketing Myopia, Theodore Leavitt, in edicola con Il Sole 24 Ore a 6,90 eurini.

martedì 7 luglio 2009

The Best Job In The World

Non sapevo i dettagli ma credo sia una case history notevole per copertura media e efficacia in generale della campagna di PR per promuovere una destinazione turistica tramite l'offerta de il miglior lavoro del mondo.

Agritouring by Esterni: installazione verde di design pubblico

Dal 16 luglio al 5 settembre, sarà possibile sostare in una nuova oasi verde in centro città, coltivare i propri ortaggi, chiacchierare con altri agricoltori metropolitani. E' il progetto Agritouring, che verrà inaugurato mercoledì 15 luglio, alle 18.00 presso la Triennale di Milano.

Agritouring è un'installazione di design pubblico che promuove un'agricoltura urbana sostenibile, un orto mobile per rinconquistare il contatto con la natura. 8 cubi in legno di pino multistrato, di dimensione 80x80x80 cm, costituiscono un unico modulo che è contemporaneamente dimora per i vasi dell' orto, seduta e contenitore di attrezzi per la manutenzione. Un’oasi di sosta e relax, un oggetto dal design semplice e funzionale per la città del futuro.

Agritouring aspira ad essere un modello per l’intera città, promuove uno stile di vita attivo e salutare, insegna il rispetto per la natura e per lo spazio pubblico, è un luogo d'incontro in grado di sviluppare attorno a se un senso di comunità e creare momenti e occasioni di scambio.

E' uno degli oggetti della esterni design collection. Una collezione di oggetti di design e arredo urbano ampiamente sperimentati nello spazio pubblico, capaci di stimolare nuovi comportamenti e rispondere a piccole emergenze urbane. A partire da settembre, sarà possibile noleggiare e acquistare Agritouring e gli altri oggetti di esterni design direttamente dal sito www.esternidesign.org.


Dal 16 luglio al 5 settembre presso il giardino della Triennale di Milano (Viale Emilio Alemagna 6, 20121 Milano).

Inaugurazione mercoledì 15 luglio, dalle 18.00 alle 23.00.

giovedì 2 luglio 2009

Leggi Razziste

Di solito non parlo di provvedimenti politici che non abbiano a che fare con la comunicazione... tuttavia resta il fatto che la legge approvata oggi sul reato di clandestinità è una boiata pazzesca, anti-moderna e razzista.
Per noi relatori pubblici è una sconfitta perché abbiamo contribuito - chi più chi meno (chi anche per nulla) - a trasformare i migranti, nuovi pubblici e futuri legittimi stakeholder dell'intero sistema italiano, in potenziali criminali.
Non abbiamo facilitato il loro ascolto, non abbiamo elaborato strumenti di ricerca e relazione che valorizzassero il loro ruolo.
Abbiamo lasciato che venisse usato a fini di spin lo spauracchio dell'immigrazione; quando tutti sappiamo che siamo terre di migrazione dai tempi dei tempi, che il fenomeno è strutturale e che rappresenta un enorme risorsa culturale e sociale.
Il campo è stato interamente occupato da partiti politici e ONG (più o meno politicizzate) mentre avremmo e abbiamo la possibilità di ritagliarci un signor ruolo.

Da Redattore Sociale:
Sono le ''bad news'' le notizie preferite dai media italiani per parlare di immigrazione Il ritratto del migrante rimane collegato sempre al tema sicurezza e identificato solo per la sua origine etnica. Sono i dati che emergono dalla ricerca del Centro studi dell'Osservatorio ''Carta di Roma'' e presentata ieri alla Fnsi
Dieci atenei in rete per sostenere la ''Carta di Roma''. In attesa di un ''cambio di mentalità''

lunedì 29 giugno 2009

Il medium è il massaggio?

C'è un interessante riflessione di Carlo Formenti in un articolo pubblicato oggi su Corriere Economia e ripreso da Ferpi.it su come evolverà lo scenario mondiale dell'informazione con le conseguenti considerazione su nicchie, opinioni pubbliche. Come spesso accade c'è una visione un po' troppo catastrofista e decisamente troppo determinista: l'evoluzione tecnologica deciderebbe il funzionamento sociale. Come tutti gli scienziati di comunicazione sanno, non è mai stato così e la tecnologia ha influenzato il cambiamento sociale ed è stata cambiata dalla società.
Non credo proprio che nel giro di qualche anno tutti faremo uso solamente di news online e i.net; credo anzi che si imporrà un sistema mediatico fortemente polarizzato su ipernicchie (tipicamente i gruppi dei vari social network, ma le stesse audience dei lettori di giornali) e supermedia di massa (televisioni generaliste in primis, ma anche i lettori dei grandi portaloni).

Ciò che a noi interessa come comunicatori è riuscire a comprendere la schizofrenia del sistema che si prospetta e a gestire le relazioni con chi è in grado di influenzarlo. Ecco le conclusioni dell'articolo con cui però non concordo.

Da un lato, infatti, evocano l’immagine di un’opinione pubblica frammentata, fatta di tante piccole tribù che condividono un numero limitato di conoscenze e informazioni, dotate ognuna del proprio idiosincratico patrimonio culturale e dominate da capitribù (opinion leader) carismatici.

Dall’altro, prospettano lo scenario di un’informazione in cui le minoranze, qualunque sia la qualità dei loro argomenti, avranno accesso alla parola esclusivamente nella misura in cui faranno fatturato (pubblicitario). E con questo la sfera pubblica teorizzata da Jurgen Habermas, il luogo del libero confronto e dell’interazione fra tutte le voci del corpo sociale, sarà definitivamente morta e sepolta.

martedì 23 giugno 2009

Talks Clay Shirky: How Twitter can make history

[tratto da 7th Floor]

Mentre le notizie provenienti dall’Iran arrivano al mondo attraverso diversi media, Clay Shirky mostra come Facebook, Twitter e altri social media aiutano i cittadini nei regimi repressivi a raccontare le reali notizie, scavalcando i censori. La fine del del controllo “top-down” delle notizie sta cambiando la natura della politica.

Il video è stato appena pubblicato sul sito di TED.

Come e in quale misura l’uso di Twitter ha contribuito a fomentare le ultime proteste in Iran è una questione di grande dibattito. Fortunatamente, l’Iran ha avuto un’altra rivoluzione negli ultimi anni, che ci permette di confrontare gli effetti di Twitter nel tentare di cacciare il governo del paese.

lunedì 22 giugno 2009

Follow up elettorali

Un mese o poco più, un pugno di interviste, decine di incontri e comunicati stampa, centinaia di contatti su Facebook, migliaia di volantini-santini-lettere, milioni di parole... quanti di noi hanno partecipato all'annuale orgia della comunicazione elettorale?
E per quanti candidati e per quanti partiti...
Poi il giorno del giudizio, i promossi e i trombati, le interviste post e le polemichine. Quindi il Silenzio.
Cosa accade dopo le elezioni? Quali relazioni vengono mantenute e come?
Un buon piano di RP prevederebbe (a prescindere dal risultato) che tutto il lavoro non venisse lasciato lì, ma che si misurassero effetti e output; soprattutto il buon piano prevederebbe che i contatti avviati/sviluppati/rinsaldati non fossero lasciati all'intemperie del tempo che passa, ma che fossero gestiti oculatamente. Invece...
Surfate i blog, i profili e i google news alert dei vostri candidati e misurate la qualità del follow up. Votantò, otantò, tantò, antò, ntò, tò, ò!

Dalla newsletter di Forum Mondial e-democratie

Révolution Twitter en Iran: naissance d'un cliché ?

Dix jours après les résultats contestés de l'élection présidentielle en Iran, la situation reste confuse. Partisans du président sortant Ahmadinejad et du candidat réformateur Moussavi continuent de défilier dans les rues.
Dans le monde entier, un nom est sorti du cercle des spécialistes et des geeks: Twitter, le réseau social de micro-blogging qui a permis d'être informé en temps réel des évènements. Une irruption subite dans le monde des médias et de la politique qui pose quelques questions.

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mercoledì 17 giugno 2009

AAA: cercasi modello di business per le RP nelle PMI


Ultima (worst) case history: un'azienda per il lancio di un nuovo prodotto/servizio mi chiede insieme a un collega di elaborare idee di comunicazione.
Incontro preliminare, intervista in profondità, brief col marketing, briefing piuttosto approfondito (con bozza di missione, visione, obiettivi, strategie, mezzi da utilizzare, strumenti di msurazione), nuovo incontro, risultato:
"Ok... per ora mettiamo da parte il piano di comunicazione. Per ora servono un sito web e una brochure ai commerciali per sondare il mercato."
Ora che si fa nei panni del consulente di RP? SI accetta e si procede? Si lascia perdere? Si insiste per far cambiare idea?
Il finale è aperto... help me.

lunedì 15 giugno 2009

Ferpini, dù cose

All'assemblea Ferpi di venerdì scorso a Milano sono stati presentati i programmi del Presidente Comin per il biennio a venire.
Tra le cose che avrei voluto suggerire intervenendo - ma su cui come al solito ho dovuto pensare un po' prima di averle chiare a mente - ce ne sono due in particolare cui credo l'associazione e noi soci dovremo impegnarci:
- la crisi sociale in arrivo;
- i nuovi pubblici.

Sulla Crisi sociale in arrivo
Nei prossimi mesi, oltre alla contrazione che colpirà il settore dei servizi e quindi delle Relazioni Pubbliche, come sottolineato da De Rita recentemente e come è stato ricordato in assemblea (con ciò che significa per una galassia di occupati atipici come tutti noi, liberi professionisti, kokoproz, consulenti, ecc.) la crisi investirà - non dimentichiamolo - massicciamente tutti i ceti sociali con innalzamento della disoccupazione e chiusura di numerose aziende.
Si creeranno tensioni sociali, si acuiranno i conflitti, si accentueranno rivalità e i gruppi di interesse si arroccheranno sulle proprie posizioni a scapito dell'interesse generale.
Dovremo, credo, incaricarci di una missione alta per l'associazione: in quanto coloro che contribuiscoo a gestire le relazioni tra i pubblici, dovremo impegnarci a gestire le relazioni in tempi di crisi con l'idea di unire più che dividere, fare sistema, avvicinare gli stakeholder, prediligere l'etica all'estetica. Non far inseguire il consenso ma contribuire ad ascoltare e rafforzare le relazioni.
Con l'idea che non si tratta di raggiungere obiettivi di breve periodo con i sistemi di governo delle RP, ma di avviare percorsi di lungo periodo. Rinunciare a qualcosa oggi per costruire soggetti di sistema autorevoli. Dovremmo farlo per il Paese. Un paese che esce dilaniato da 15 anni di antagonismo ultrà politico, con un'economia non in salute e con servizi/infrastrutture (materiali e immateriali) arretrati.

Sui nuovi pubblici
Le recenti elezioni hanno dato ragione a un partito che comunicativamente è perfetto: ha una sua coerenza comportamento-comunicazione, un preciso messaggio, che viene ripetuto continuamente, un pubblico di riferimento, un paio di diverse attitudes (part. di governo con gli imprenditori; part. di lotta con i ceti più deboli).
La Lega però sta utilizzando un messaggio scorretto (basti pensare ai manifesti con la minaccia dell'indiano che è finito nelle riserve: vuoi finire anche tu così?) e non si può non rimarcarlo.
Noi abbiamo di fronte una realtà: la costituzione di nuovi pubblici, non etnici, ma pubblici di migranti che oggi sono di 1a e 2a generazione, domani saranno di 3a generazione e continueranno a infoltirsi. Pubblici peraltro molto diversi al loro interno che - come ci siamo detti in passato - costituiranno un'ulteriore opportunità di sviluppo per il nostro settore.
Per coinvolgere e far partecipare questi pubblici la ferpi dovrebbe e potrebbe coinvolgere le proprie omologhe in giro per il mondo (i relatori pubblici in Cina, mondo maghrebino, europa orientale) come propose a fine 2007 TMF durante la pesante campagna mediatica di discriminazione nei confronti degli immigrati rumeni.
Il nostro ruolo sta nel favorire l'ascolto di questi pubblici, il loro coinvolgimento ma soprattutto nel far ragionare i nostri committenti (Partiti Politici in primis) prima di rendere più difficile di quanto già sia una qualche forma di integrazione. Che è inevitabile. Ma può essere fatta bene (se guidata consapevolmente e non correndo dietro al solo consenso) o fatta male... Occorre rispetto.
Dovremmo farlo per i futuri nostri connazionali.
Ecco, credo che Ferpi (e il progetto CerpMed della collega Succi mi pare già un passo di qualità in questo senso) dovrebbe impegnarvicisi.

martedì 2 giugno 2009

Fruitzione di un liber

Oggi ho cominciato un libro, Il marketing dei luoghi e delle emozioni - Francesco gallucci e Paolo Poponessi (edizioni Egea, 28 euro pp.324) che mi interessa per lavoro ma anche per la mia passione geografica (la rappresentazione dei luoghi, ecc.).
Appena finita la presentazione di Fiorucci, sono andato a cercarmi su internet due/tre info sui suoi negozi e su alcuni sui aneddoti. Poi mentre procedevo con la lettura ho trovato un errore in una citazione e allora ho scritto una mail a uno degli autori (quello di cui era indicata la mail sul libro).
Nel frattempo la citazione sbagliata, nonostante l'interesse per l'argomento, mi ha mandato un po' in crisi e allora mi son messo a cercare informazioni sugli autori: ho visitato il sito aziendale e ho cercato il blog del libro, che però non c'è, ma c'è un blog (non aggiornato) su marketing e emozioni. Poi ho cercato recensioni del libro e sono ritornato a leggerlo.
Nel frattempo uno degli autori gentilmente mi ha risposto riconoscendo l'errore. Ora continuerò, il libro è lunghino e con i ritmi che ho ci metterò un po', ma intanto sono entrato nel mondo del marketing delle emozioni. In cerca dei luoghi. Poi appena finitolo, lo recensirò con la mente del PR e il cuore del geografo.

venerdì 29 maggio 2009

Le Black PR sull'Italia in vakkanza

L'Italia va in stand by, se ne va al mare e con la testa è pronta per fuggire verso le vacanze, sperando in un rientro settembrino più incoraggiante.
Nel frattempo per le elezioni di giugno si è scatenata un'offensiva di black PR da parte del PD che - non ascoltato da media e opinione pubblica su temi decisamente più importanti - si è lanciato sullo screditamento della reputazione di Berlusca.
E' una conseguenza del sistema nervoso ipermediatizzato? E' una strategia consapevole? E' un'azione calcolata che si basa su sondaggi, focus o sull'istinto di un uomo (solo) al comando?
E' ovviamente un'azione molto rischiosa perché comunicativamente parlando rischia di far percepire leadership e partito del PD un po' vuoti. Tuttavia le black PR, purtroppo, portano sempre risultati. Insomma a tirare la merda un po' ci si sporca, ma si riesce quasi sempre a sporcare l'avversario. Non è davvero l'apoteosi della buona politica.
Anche la delegittimazione dei giornalisti dipendenti di Berlusconi (Rossella, Belpietro) operata da Franceschini non è elegante, ma contribuisce a scalfire la credibilità della macchina opinionistica di Silvio.
Allora lanciamoci in un'ipotesi da ombrellone... Plausibilmente se l'azione di Franceschini andasse a buon fine dovrebbe togliere voti al PDL (a favore di Lega, UDC e di astensioni), compattare il fronte antiberlusconiano sul PD a scapito dell'estrema sinistra, far perdere un po' di voti del PD stesso a favore di Di Pietro e forse Radicali - che alle Europee possono sempre raccogliere voti d'opinione.
Non so se Franceschini sia un giocatore d'azzardo, ma qui ha messo tutto sul piatto, a fronte di un incarico a tempo determinato che forse personalmente non vale abbastanza. Parlare dei gravi problemi di L'Aquila e del pattume che torna a Napoli (i due grandi spottoni governativi di inizio 2009) o delle scarse iniziative anti-crisi, forse non avrebbe garantito un piatto di fiches così succulento e così facile da gestire come offensiva comunicativa. Let's see.
Che dite?

martedì 26 maggio 2009

Saper dire No

Torno di nuovo con un post di Seth Godin perché mi sembra interessante in particolare per chi fa un lavoro consulenziale.
Saper dire No alle richieste...

If you've got talent, people want more of you. They ask you for this or that or the other thing. They ask nicely. They will benefit from the insight you can give them.

The choice: You can dissipate your gift by making the people with the loudest requests temporarily happy, or you can change the world by saying 'no' often.

You can say no with respect, you can say no promptly and you can say no with a lead to someone who might say yes. But just saying yes because you can't bear the short-term pain of saying no is not going to help you do the work.

Saying no to loud people gives you the resources to say yes to important opportunities.

lunedì 25 maggio 2009

Un contributo per la nuova Mucca Viola di Godin

(siamo in ritardo... chissà se era solo una provocation?)

Want to contribute a story to the updated Purple Cow?

In the fall, a new trim size edition of Purple Cow is coming out. The book will include a significant appendix, filled with stories from people like you. If you know a business or service or organization that deserves to be shouted about, I'd love to include it. Your help is really appreciated, and the people you write about will thank you.

Here's a sample from Bonnie:

www.soallmayeat.org is truly remarkable. Imagine going into a restaurant and seeing no prices on the menu. You might think that the food was really expensive, but that's not the case at the So All May Eat (SAME) Cafe in Denver, CO. The fact is that there are no prices on the menu because everyone pays what they can, many people pay more. There's no cash register, just an envelope that patrons get with their meal. In that envelope goes a few dollars, a fair price for the meal, a hearty donation or nothing at all. The envelope then goes into a simple wooden box. Everyone gets a great home made meal at a price they can afford. If someone can't pay anything at all they are asked to help out in the kitchen, serve some soup or clean up for an hour or so...and they are willing and happy to help out. It's not a free ride or a handout, it's honest work for an terrific hot meal. Founders Brad & Libby Birky not only make a difference by providing a free meal but they have also created thriving community of people who care and are cared for.


And here's one from Jay:

Two things are guaranteed at the remarkable DinTaiFung restaurant in Taipei: the extremely long line outside and the size/weight of their world famous steamed juicy pork dumplings. Each dumpling uses only the freshest ingredients, weighs a precise 0.74 oz, and has exactly 18 folds.  In 1993, NY Times named DinTaiFung as one of the top 10 restaurants in the world.  Even with many outlets worldwide today, thousands of tourists still visit Taipei every year just to eat at its original location. One of the stories told about the restaurant owner is that he takes the tour buses to hear what people say about his restaurant.  One day, he found that bus stopped before reaching its destination and tourists were encouraged to use the restrooms so that they can avoid using the ones at his restaurant.  He went back and installed the most advanced toilets available in the restrooms and made sure that they were cleaned every 15 minutes.  Since then, the restrooms at DinTaiFung also became one of the most talked about topics for tourists.


Deadline is May 24th at midnight New York time.

Before you click this link to enter your story, please read the simple rules:

  1. It can't be about you or about an organization you are part of.
  2. It can only be 200 words maximum.
  3. It should be about something new and now and relevant. No stories about Abe Lincoln please.
  4. Please don't get all PR and pitchy on me. If you don't like to write, have a friend write it.
  5. Proofread!
  6. You get credit by name (and your url or @id if you want one)

You guys are so brilliant, my standards are high. No promises, except that I'll read each one. Thanks!


sabato 23 maggio 2009

Da leggere... anche sotto l'ombrellone: Irrazionalpopolare

L'ho comprato un tot di tempo fa, dopo averne sentito parlare su Melog 2.0 e infatti mi ero ripromesso di leggerlo proprio sul blog... Devo dire che Irrazionalpopolare di Luca Mastrantonio e Francesco Bonami (81 anni in due... che vorrà mai significare?) ha mantenuto e superato le mie aspettative.
Vengono analizzati decine di casi irrazionalpopolari, isterie di massa, mode inspiegabili, conformismi e cinepanettoni.
Non è un libro che dà spiegazioni sul perché, ma è un saggio (con la piacevole narrativa del racconto) sull'Italia contemporanea: su tanti personaggi, oggetti, luoghi, fenomeni mediatici.
C'è una prima parte introduttiva un po' più teorica poi è un godibilissimo carosello di casi, credo peraltro, interessantissimi per chi si occupa di comunicazione e cultura popolare.
Partendo dal successo di Cattelan (in copertina con una delle sue opere) passando per il solipsismo di noi blogger, smazzolando Veltroni-Benigni-SimoVentura, fino ad arrivare a Bocelli-Allevi e ai Suv - rottweiler o meglio gli husky delle auto - a chiudere il libro.
Cito un frase che sintetizza e non...
Eppure Napoli è solo una metafora. La metafora di un paee dove il trash impera e diventa un culto.
Comunque da leggere, anche sotto l'ombrellone per ridere (e riflettere) dell'Italiettume sulle spiagge irrazionalpopolari estate-2009.

giovedì 21 maggio 2009

Tutti a sciare, tutti a sciare... a mostrar le campagne chiare

Oggi (ieri ndr) a Milano faceva caldo, un caldo quasi estivo. Arrivo in stazione dalle scale mobili della Metropolitana e cosa vedo?
Stupende foto di montagna nella campagna di affissioni della Regione Piemonte – sempre attenta a fare ottime iniziative di promo turistica (compreso Piemonte Golf) .
Da lontano, sognando la neve e una discesa razzo,comincio a pensare... “cavolo grandioso, in Piemonte si scia anche d'estate e giustamente promuovono durante il caldo estivo destinazioni fresche, che immediatamente ti conquistano come l'advertising di una coca ghiacciata... Prenoto subito un weekend!”
Invece mi avvicino e attorniato da grandi affissioni e totem imponenti leggo che la pubblicità non fa riferimento a destinazioni sciistiche estive, ma alle tradizionali destinazioni invernali... addirittura c'è il riferimento a “veniteci a trovare in BIT (marzo!!!) al padiglione tal dei tali”
Me li guardo bene tutti, convinto che sia impossibile che una regione attenta come il Piemonte faccia una campagna fuori stagione, tra l'altro per un prodotto weekend che è tradizionalmente una decisione fatta a breve.
La spiegazione è semplice. La campagna è rimasta in affissione oltre la stagione invernale (sulle Dolomiti si chiudevano gli impianti a Pasqua). Ora mi chiedo: dato che Grandi Stazioni le Grandi Affissioni li fa pagare Grandi Soldoni, in Regione si son bevuti il gulliver?