giovedì 29 novembre 2007

Non dite a mia madre che faccio il Pranista

lei mi crede...

Ho appena finito di leggere di Jacques Séguéla NON DITE A MIA MADRE CHE FACCIO IL PUBBLICITARIO. Carino e in certi punti illuminante, ma non voglio scrivere di quello. Lo prendo come spunto per partire con l'ennesimo blog che apro e che spero stavolta di non dover chiudere per pressioni esterne o per svogliatezza interna - così almeno è successo per gli ultimi... fortunatamente ero anonimo o pseudonimo.
Parafrasandolo "Non dite a mia madre che faccio il Pranista, lei mi crede giornalista in un bordello di paese". Ches chez s'è le Praniste?
Cos'è o chi è il PRanista? Il PRanista è il Public Relation man. Che dalle nostre parti, più o meno significa distributore di buoni ingresso per la discoteca o nel migliore dei casi, organizzatore (più spesso -trice), di P.R. = Pranzi e Ricevimenti.
In realtà, e ci tengo a sottolinearlo, il relatore pubblico (orribilis traductio) è un ruolo fondamentale nella società dell'informazione, o meglio, della relazione come spesso dice il nostro guru, TMF.

Apro questo blog, e veniamo alle dichiarazioni, per riflettere sulla comunicazione e sulle relazioni pubbliche: in particolare di come e quanto sia necessario creare un modello di relazioni pubbliche non milanocentrico, non figlio delle pratiche internazionali di PR, ma un modello di provincia, capace di rispondere alle esigenze delle PMI. Un modello che per natura e geografia è lontano da Milano: dalle grandi Corporations, dai grandi network, dai grandi giornali.
Che allo stesso tempo dovrebbe essere un modello capace di interpretare il campanile e l'azienda, senza scadere nel localismo anzi rispondendo a quella vocazione cosmopolita che i nostri comuni (e le nostre aziende) hanno sempre avuto. Internazionalizzando (e comunicando globalmente) già dai tempi di Marco Polo.

Buon viaggio a chi leggerà, a chi commenterà e ovviamente al sottoscritto. Per non fermarmi ad Antiochia.