martedì 4 marzo 2008

Esselunga: comunicazione di crisi... incaprottata

Il Redazionale pubblicato a Pagamento. A parte nel caso di pubbliredazionali è il classico strumento che utilizziamo spesso per comunicare una presa di posizione dell'azienda su un determinato argomento/evento scavalcando la mediazioni dei media.
Esselunga pubblica oggi un avviso a pagamento sul Sole 24 Ore contestando il racconto di alcuni media (nello specifico Repubblica e RaiTre) riguardo allo sciopero che avrebbe interessato l'azienda il 1° Marzo in seguito ad un presunto caso di mobbing: "la bagarre stile anni '70 falsamente raffigurata da organi di parte, non c'è stata. Esselunga sabato ha "servito" 657.424 clienti".

Nella pagina a pagamento Esselunga si rivolge direttamente al pubblico, in realtà inviando un messaggio neanche tanto implicito ai vari stakeholder coinvolti nella vicenda: politicanti, giornalisti, sindacati (CGIL, Uil in particolare) e media con Repubblica e RAI.

L'azione, ripresa già dalla prima mattina su vari siti di informazione nazionale, ha l'obiettivo di difendere la reputazione dell'azienda contestualizzando gli eventi in un contesto intimidatorio.

Si tratta evidentemente di un'azione di crisis communication oggettivamente non gestita tanto bene. Un gestione non pro-attiva, come vorrebbe la migliore teoria, ma reattiva e difensiva, in cui le querele sono sempre il primo strumento che viene sbandierato, dopo la puntuale accusa ai media di dipingere le cose in maniera negativa.
Di sicuro un'azione tardiva, rispetto alla causa scatenante. E' ovvio che nella gestione di questa crisi subentra il fattore Caprotti (la proprietà) da tempo protagonista del dibattito pubblico con veementi polemiche anti-coop e non solo. E' chiaro che se gli obiettivi di comunicazione della proprietà e dell'azienda non coincidono si crea un po' di casino. Vedremo come andrà a finire...