sabato 1 novembre 2008

Promuovere il turismo è roba da comunicatori

Mi è capitato ieri di seguire un convegno sul turismo in Campania in cui, a parte questa (eufemisticamente) "bizzarra" associazione di ex-consiglieri e di ex-parlamentari campani, c'è stato l'intervento di Velardi, l'ex spin doctor di D'Alema ora assessore al turismo della Regione Campania.
E' la prima volta che in un appuntamento pubblico ho sentito parlare un assessore di strategie concrete, azioni, politiche di marketing... insomma una visione precisa, da comunicatore/markettaro applicata al governo di un territorio su un settore specifico.
E' stato davvero un piacere anche sentire tutta l'opera di razionalizzazione ma la cosa più bella è stato dopo incontrare lo staff di Velardi, composto da ragazzi giovani (tra i 25-35 anni, quindi giovani davvero) entusiasti e impegnati a cercare di cambiare e innovare.

Una delle idee più intriganti è quella per cui i giornali campani lo stanno un po' prendendo in giro: trasformare la baia domiziana nella Sharm d'Italia. Un'ottima idea per me - anche se politicamente scorretta soprattutto per la sua parte - e (anche se l'ha definita un sogno per ora) legata al recupero di una zona degradata a livello paesistico ma anche sociale e civile, che dovrebbe prevedere investimenti importanti da parte di società immobiliare internazionali e che potrebbe aiutare a contrastare l'influenza camorristica sulla zona. 
Importante poi il fatto che abbia riconosciuto come la strategia di promozione internazionale vada gestita non a livello regionale ma nazionale, con una serie di deleghe a cerchi concentrici a seconda dei target/mercati da raggiungere e dei prodotti da comunicare. In pratica tutto ciò che oggi non si fa e che ci lascia di sasso quando troviamo improbabili aziende turistiche localia promuoversi in mercati lontani o in fiere internazionali del turismo che necessitano di massicce risorse e di brand territoriali di un certa potenza. 
Chiudo con una domanda... ma del marchio Italia non se ne parla più?