venerdì 10 aprile 2009

Trasparenza & 2.0ismo

Ieri presentando a un azienda di medie dimensioni alcune idee di comunicazione ci siamo trovati ad affrontare anche una proposta (nostra) da sviluppare su un social network. Dopo l'iniziale entusiasmo il committente ha cominciato a farsi prendere da (legittimi) dubbi riguardanti la possibilità di creare communità che possono anche ritorcerglisi contro, se infiltrate da concorrenti o da clienti scontentati. Un eventuale passaparola negativo sarebbe stato amplificato e megafonato dalla piattaforma 2.0 che gi avevamo prospettato.
Al ché (davanti al dubbio legittimo) mi son bloccato e solo dopo qualche minuto ho tentato di argomentare l'importanza di monitorare il 2.0 ma anche di cercare di agire con... al tema della partecipazione però non ho potuto non aggiungere il tema della trasparenza e della qualità del prodotto.
Insomma se fai prezzi diversi fra i tuoi clienti (stakeholder) hai un comportamento scorretto. O no? Quindi il mio ruolo è spiegare quali sono vantaggi/svantaggi.
Ma quell'azione sul 2.0 non si farà. Perché non c'è tempo di fare formazione sui nostri strumenti daccapo tutte le volte. Anche se con la stragrande parte della PMI è inevitabile passare da un minimo di formazione del cliente.
Chi ha ragione? Chi vede che il tema della trasparenza è troppo importante per il futuro immediato