domenica 17 maggio 2009

Finti Sondaggi, Veri Imbroglioni

E' ormai esperienza quotidiana - sotto elezioni - il sondaggio clamoroso citato dal politico di turno: Berlusconi ne ha fatto un must (i sondaggi ci danno al... il mio indice di popolarità è al... ecc.). La cosa curiosa è che anche in piccole realtà locali il sondaggio sta diventando una calamita incredibile per abbagliare la gente.

Sparare un risultato numerico - si pensa - è sempre una potenziale notizia e può essere sempre un utile strumento.
Da quando ha fatto irruzione nella scena politica italiana il sondaggismo ha coinvolto, affascinato e corrotto tutti i politici e ovviamente i loro spin doctor. Si è tra l'altro verificato un curioso turn over che ha visto sondaggisti diventare esperti di comunicazione come Crespi.
Luigi Crespi è stato l'ideatore del Contratto con gli Italiani e forse anche della campagna Meno Tasse per Tutti. Curriculum doc, ex PCI, ex PSI craxiano, fondò Datamedia che fu il primo istituto in piena Tangentopoli a dare i numeri dei sondaggi pre-elettorali. Peccato che Datamedia non fosse ancora stata accettata da Assirm (l'associazione che accredita e riunisce gli istituti di sondaggio e ricerche di mercato).
Su Clandestinoweb un omonimo (parente?) di Crespi analizza e mette a confronto i vari sondaggi.
Mi ricordo un dialogo sulla rivista centese Luoghi Comuni con un bravo sondaggista di SWG qualche anno fa sull'uso dei numeri dove ovviamente lui sosteneva a validità del sondaggio, noi mettevamo in luce il pericolo di scambiare la parte per il tutto.
Purtroppo, o per fortuna, i numeri hanno la magia del concreto, hanno la capacità di trasformare tendenze/pensieri in istantanee di realtà, hanno la capacità di sintetizzare il molteplice.
Usato in modo scorretto il sondaggio è un'arma impropria e va denunciato. Ecco alcuni consigli da Supercom e soprattutto un po' di regole dal sito di Assirm.