domenica 4 ottobre 2009

Esiste una comunicazione mediterranea?

Siamo a poche settimane da MedCom, i simposio che farà il punto delle relazioni pubbliche nel Mediterraneo. Pochi giorni fa ho assistito durante il Festival Filosofia alla lezione magistrale di sul pensiero Meridiano, appunto una riflessione filosofica che cerca di legare spazio ad un certo tipo di pensiero (magari contrapposto o complementare al pensiero occidentale dominante o al pensiero arabo, ecc.).
Essendo di formazione comunicatore e geografo adoro pensare che esista una relazione profonda tra spazi, loro rappresentazione e pensiero; di conseguenza anche la disciplina delle relazione pubbliche, che si sviluppa su un'organizzazione della società ispirata a valori precisi (il riconoscimento degli interessi legittimi dei gruppi, i valori democratici, l'etica, ecc.) può e deve avere legami profondi con il luogo e il contesto culturale in cui si sviluppa.
Qui casca ahimé l'asino e gli asini, che poi saremmo noi.
Le relazioni pubbliche sia nella loro pratica sia nella loro elaborazione teorica, almeno fino a che Toni Muzi Falconi non ha dato un suo contributo, sono prettamente una filiazione anglosassone e americana in particolare.
Non vi è dubbio che le relazioni pubbliche scaturiscano da una società liberale in cui i gruppi di interesse cercano di relazionarsi ai propri pubblici influenzando opinion leader, eccetera eccetera.
Ora quello che noi possiamo cercare di capire è come vengano declinate le relazioni pubbliche alle nostre latitudini. Nello specifico forse possiamo individuare un minimo comune denominatore italiano nel modo di fare relazioni pubbliche - ma su questo occorrebbe aprire un lungo dibattito. Forse possiamo individuare un'attitude mediterranea, che ha a che vedere con una maggiore intensità delle relazioni, meno fredda e più calda: laddove i nostri colleghi americani e inglesi sono più business focused, noi siamo forse più focalizzati sulla relazione personale e come noi forse anche (ma qui ci metto tutta la mia ignoranza) i francesi e gli spagnoli. Tuttavia pare difficile individuare un tratto comune sulla latitudine mediterranea che riguardi le relazioni pubbliche, se non (e questo è evidente) una comune arretratezza rispetto ai mercati più avanzati: agenzie molto trasversali che mischiano pubblicità-relazionipubbliche-comunicazione integrata; professionisti spesso ibridi a cavallo tra la professione del relatore pubblico e del giornalista, conflitto di interessi che si verifica sì in Inghilterra (vd. Campbell) ma che nell'esercizio della professione viene perlomeno distinto (insomma non si esercitano allo stesso momento le due professioni)... e così via
Allo stesso modo sarebbe interessante, riprendendo anche gli spunti e le riflessioni di un geografo come Franco Farinelli e di un filosofo come Deleuze (Geofilosofia in Che cos'è la Filosofia) per individuare quali punti possano accomunare pensiero, luogo/spazio e comunicazione (quindi pratiche professionali delle rp).

MedCom 2009: lo stato delle Rp nel Mediterraneo

Fervono i preparativi del primo Simposio Intermediterraneo sulle RP che si svolgerà a Catania il 13 e 14 Novembre prossimi. I soci Ferpi e tutta la comunità professionale sono invitati a partecipare a questo importante appuntamento che rilancia il ruolo strategico delle Rp in Italia e nello scenario internazionale.