domenica 13 dicembre 2009

Berlusconi: il corpo (im)mediatico supertwittato

Fa impressione vedere video e foto di Berlusconi insanguinato. E scorrono nella mente le parole come pietre i veleni, la violenza verbale, l'odio strisciante, le ipotesi di regicidio.
Stavo leggendo divertito la storiella delle mutandine che aveva disegnato al vertice ONU, segnalata tramite Twitter su Repu.it, quando leggo "Berlusconi colpito al volto": allora invece di accendere la TV mi butto su Twitter cercando tra i topics Berlusconi e nel giro di quindici minuti centinaia/migliaia di tweets che rimandano a siti, foto, video.
E poi a valanga inutili commenti che, come al solito, non possono astenersi dal PRO-CONTRO.
Inutile anche stare a sottolineare gli effetti che avrà sulle ondivaghe fazioni politiche [anche se son sempre più convinto che Rut(to)elli politicamente porti sfiga] piuttosto ho l'impressione che possa essere interessante a livello comunicativo l'uso e il ruolo del corpo, del Supercorpo Mediatico di Berlusconi. Colpito, esce dall'auto d'istinto e si mostra. Ferito ma invitto, sanguinante ma grintoso, a metterci ancora la faccia. E' quasi naturale pensare al commento d'altri tempi, che mediava e raccontava le gesta e gli attentati subiti. Ma se allora era un racconto mediato mitologico, oggi diventa un Im-mediat(ic)o Supercorpo. Supertwittato, superpresente. [o come mi segnala un collega superfeisbukkato: vedi il solito allucinante gruppo che plaude al gesto, che progressivamente guadagna fans su fans].