sabato 13 marzo 2010

Italia: ma 'ndo vai?

Son stato un paio di giorni all'ITB di Berlino, la più importante fiera sul turismo al mondo.

Mentre Turchia (protagonista), India, Spagna e altri paesi emergenti tra le destinazioni turistiche mondiali si promuovono con parecchi soldi l'Italia mi è sembrata - con il solo padiglione Italia - piuttosto deboluccia: pochi eventi fuori salone, conferenze stampa tristarelle, stand tutti uguali, materiale disomogeneo, ecc.

Così deboluccia da far davvero riflettere sul ruolo dell'ENIT, degli enti di promozione regionale e su tutti i club di prodotto provinciali, locali, trasversali, comunali, ecc.

Qual è la strategia? Esiste una geometria variabile per cui sui mercati di prossimità possono proporsi marchi regionali e/o locali, mentre su mercati distanti c'è la necessità di un brand Italia?

Chi coordina gli sforzi locali? Quali budget vengono stanziati? E' possibile trovare peratori che non parlano il tedesco in una fiera fatta in Germania? Qual è il messaggio che vuol trasmettere l'Italia?

Perché la Spagna ha un logo che rievoca un preciso immaginario e un messaggio preciso con un payoff (I need Spain) che viene declinato su tutte le regioni/città, mentre l'Italia non ce l'ha e ogni regione fa per sé?

Perché lo stesso discorso vale per Turchia e per Incredible India e non per noi?

Dove è finito il comitato di saggi, dove finiscono i soldi, chi al Governo pensa, studia e decide? Se nel manifatturiero abbiamo dei problemi di competitività qui si tratta di problemi di competenze che hanno a che fare per gran parte con comunicazione e marketing. Ed è ora di muoversi perché la percezione è davvero quella di un paese incapace di progettarsi e, forse, decotto.