domenica 13 giugno 2010

Libro su Alceo Moretti



Alceo Moretti ha il cervello a sonagli, muove la testa e subito, per
dir così, risuona un gran numero di idee, tutte nuove e sorprendenti.
La sua vita, colma di talento e di sfide, è ancora oggi uno sgorgare
di invenzioni - magari non tutte d'oro colato, ma sempre con un seme,
dentro, dal quale prima o poi sarebbe nato qualcosa - che hanno fatto
di lui uno dei più grandi promotori di eventi conosciuti dal marketing
non solo nazionale, un albo che porta, tra i più reputati, anche il
suo nome.

Questo libro è la narrazione fedele di come si può spendere
un'esistenza ascoltando - mi scuso per la metafora, se vi parrà come
un gioco - il suono di qualcosa che prima non c'era: fosse lo scenario
di una sfilata di moda, una squadra calcistica, un giornale, una
campagna contro la droga, un concorso di bellezza, una collana
editoriale, una crociera per uomini d'affari, la nazionale di atletica
leggera, una trasmissione televisiva in cui misurare una generazione
di leader, e via così, immaginando e inseguendo la mutevole natura
della modernità, dell' umore popolare, degli estri generati dalla
crescente velocità dei fenomeni, con le sorprese più avvincenti e le
tentazioni più ardite. Ma Alceo è stato anche un inventore di
linguaggi, non solo di slogan, ha anticipato la lotta agli scenari
tenuti in vita dalle lobbies e dalle caste, ha messo insieme la
creatività e la competenza, il mondo dei campioni e dei gregari, la
solidità e la trasparenza.

Non ce ne siamo sempre accorti perché - tranne per il Sud America,
dove ha insegnato come si diventa creativi, ecco una parola del suo
tempo e della sua rabdomantica capacità di interpretarlo - non ha mai
cessato di stupirci. Tant'è che è ancora lì, un po' su di peso, e di
giri, perché il cervello è sempre a sonagli e continuerà a
sorprenderci, magari attraverso i figli e la... "chicca" della sua
vita, che se in testa le metti la maiuscola è il nome della sua vera,
sola, paziente, allegra compagna di un inimitabile viaggio.

Io gli sono stato vicino quando Alceo Moretti trasformò la reclame in
pubblicità, e la pubblicità in promozione, quando i fatti, nelle sue
mani, diventarono eventi, quando la stessa struttura linguistica
dell'ingrandire si tramutò in penetrare: non nell'effimero clamore, ma
nel più duttile farsi largo, cioè nel percepire i tempi
dell'opportunità, della crescita e della durata.

Un maestro che, attorno a sé, ha visto apparire e dileguarsi molti
sogni destinati a non diventare dei segni. Le sue prime tracce,
invece, sono divenute poi delle strade. "Largo ai giovani", continua a
dire agli allievi del suo rango; chi più dei figli già ammaestrati? Ma
non c'è fretta: l'ottimismo di Alceo è irrefrenabile. I sonagli si
fanno ancora sentire. Io so come fa, ci ride sopra.

Sergio Zavoli

Cosa lega la lotta partigiana del 1943 alla nazionale italiana di
atletica leggera e allo spareggio Anconitana - Biellese nell'immediato
dopoguerra? Quale può essere il collegamento tra l'ultima squadra di
Fausto Coppi e la campagna elettorale di Nixon? Come si relaziona uno
dei periodici più distribuiti attualmente nelle Marche con le prime
sponsorizzazioni del basket o con la prima campagna antidoping del
ciclismo mondiale? A tessere questa trama è il filo della memoria di
un uomo che ha avuto una vita speciale, protagonista dei suoi tempi
dalla fine degli anni trenta ad oggi, con quella che Sergio Zavoli
nella prefazione di questo libro definisce "la testa a sonagli" di
Alceo Moretti. Attraverso le vicende, i ricordi, le avventure e le
disavventure di un personaggio di uno spessore particolare, questo
libro ci regala uno spaccato di storia economica, sociale, sportiva e
politica di un epoca importantissima, ci offre una lettura di un
passato che molti non conoscono ma che aiuta a capire e leggere il
presente. Alla soglia dei 90 anni la curiosità del cronista e
l'amicizia compiono il piccolo miracolo di una lunga confessione,
lunga come un viaggio Ancona, Milano, Firenze, Ancona, grazie al quale
emozioni, sentimenti, nostalgie e aneddoti restituiscono, attraverso
ricordi che appartengono a tutti, la dimensione esatta dell'uomo e del
grande sognatore. Di chi ha saputo pensare in grande e anticipare gli
eventi; e lo stupore coglie quasi impreparati subito dopo quel suo
soddisfatto e un po'ansioso "Ti ho mai detto di quella volta che.?"

--