giovedì 17 febbraio 2011

Ancora su Cento. Bene o male purché se ne parli? Una boiata pazzesca

E' il modello Barnum delle relazioni pubbliche, quello del press agent. Lo conosciamo tutti, in maniera più o mano creativa: Barnum era un maestro e c'è un bellissimo libro di Borkowski The Fame Formula che ripercorre gli stunts più importanti e leggendari della storia dello spettacolo, dove si è sviluppata la professione del press agent evolutasi come modello in quella del relatore pubblico. Ma erano altri tempi e altri settori... il circo.

Bene o male purché se ne parli oggi non sta più in piedi con la costruzione di un brand: figuriamoci un brand territoriale. E' per quello che mi prudono le mani quando sento che una manifestazione come il Carnevale di Cento possa fungere a costruire la reputazione di un marchio territoriale e mi fa ridere che con questa idea, oltre a sputtanare la ridente cittadina, gli vengano legati marchi dell'agroalimentare legati al territorio e/o marchi che (dovrebbero) tenere alla reputazione come banche ed enti pubblici. La reputazione si crea e vale sul lungo periodo.
Se l'idea è quella di uscire sui giornali non c'è nulla di più facile; ma non esiste un valore per il brand, si tratta di un risultato effimero. Oggi quello che conta è il valore di un brand, l'attaccamento che crea, i sentimenti che evoca, la capacità di muovere e commuovere. Ma non dalle risate.

PS:  "There is only one thing in life worse than being talked about, and that is not being talked about" è la citazione esatta di Oscar Wilde, ma si riferisce ad altro che alla creazione o alla reputazione di un brand.