sabato 28 gennaio 2012

La bontà degli Stockholm Accords... appunti

Più proseguo la mia esperienza in Gambro e più mi convinco della bontà e dell'utilità degi Accordi di Stoccolma: sia nella parte teorica sia nella call to action.
Il valore che il relatore pubblico può offrire all'organizzazione è indiscutibile per il management perché si rende conto dello sforzo effettuato e dei risultati.
Tuttavia ritengo ci sia la necessità quotidiana di affermare e valorizzare l'approccio perché nelle organizzazioni c'è la tendenza a dare per scontate alcune iniziative e a non cogliere il valore nell'intera comunicazione esterna/interna di:
  • coerenza complessiva di strategia e messaggi;
  • complessità degli strumenti;
  • conoscenza dell'intera organizzazione ;
  • diversità dei target da raggiungere e diversità dei linguaggi utilizzati;
  • capacità di leggere la realtà e definire mappe di stakeholder complesse;
  • capacità di ascolto degli stakeholder e capacità di interpretazione delle loro aspettative;
  • reattività rispetto al contesto;
  • capacità di prevenire crisi;
  • azioni di persuasione;
  • influenza sugli opinion leader...
Per riuscire a far capire il valore della funzione di relazioni pubbliche bisogna continuamente raccontare e rendicontare senza ovviamente autoincensarsi. 
Anche perché in ogni assessment consulenziale, la "COMUNICAZIONE" è sempre richiamata come uno dei punti da migliorare, inglobando spesso all'interno di questo termine tutto ciò che è attinente: comunicazione interpersonale, passaggio di informazioni tra funzioni, allineamento valoriale, conoscenza dell'organizzazione, consapevolezza della propria mission, percezione esterna, reputazione, appeal commerciale, ecc ecc.
Quindi la funzione Comunicazione è spesso anche al centro di critiche. C'è quindi la necessità di rendere consapevole l'organizzazione intera di ciò che le RP possono offrire e di riuscire a offrire ai colleghi anche strumenti e procedure di miglioramento. 
Fare le PR delle PR? Eh sì, le PR al quadrato.