martedì 29 maggio 2012

Stamattina

Eravamo andati a lavorare per far tornare tutto alla normalità, per aiutare tutti a tornare al lavoro e per ricominciare a produrre dispositivi salvavita.
Stamattina poco prima delle nove scherzavamo in sala Giotto. Sono andato da Marco in reparto e gli ho chiesto la macchina fotografica. Dovevo fare le foto dei lavori di ripristino in corso per l'assicurazione....
Mentre andavo verso l'edificio danneggiato della bloodline ho scattato qualche foto ai colleghi che entravano nei containers che avevamo allestito nel piazzale per chi non aveva uffici agibili.
Poi mi son diretto verso la bloodline. La gru veniva mossa, uno dei piani era già statop smantellato con il suo pannello da 12 tonnellate.
Poi tra il magazzino di 40 metri di altezza e la bloodline ho cominciato a camminare... ero senza casco, me lo ero dimenticato in ufficio. Ho cominciato a scattare fotografie. Gli operai dell'impresa edile erano sul tetto, scattavo, scattavo. Nel corridoio tra magazzino e bloodline. Ho incrociato il responsabile sicurezza che andava verso u altro edificio e poi ho scambiato due parole con chi guidava la gru.
Gli operai se ne stavano lì in alto. Ho scattato ancora e poi tutto ha cominciato a tremare. Il magazzino a fianco a me faceva un rumore assordante, ho cominciato a correre e guardavo in alto l'edificio bloodline: si staccavano i pannelli di cemento da 12 tonnellate e piombavano lì a a pochi centimetri. Son caduto, ho recuperato la macchina e poi ho continuato a correre. correre correre.
Son arrivato nel piazzale. Tutti erano lì sconvolti. Alcuni piangevano. Pensavo ai pannelli in volo e agli operai sul tetto. Per fortuna erano imbragati e per fortuna il pilota della gru era salvo.
Ci penso ancora. Son stato fortunato. Molto fortunato. E tutti i miei colleghi erano salvi. Ci siamo contati e ricontati. Eravamo salvi. Fortunati, molto fortunati.