domenica 4 novembre 2012

Commento al pezzo di TMF SU HuffPo



Accolgo il consiglio di chiusura, anche come RP se mi interessa di più cercare di ragionare su Reputazione, Identità e Immagine. 
A volte mi chiedo se i cambiamenti degli ultimi anni siano terminati o se altri se ne prospettano. Senza voler essere troppo meccanicista, è chiaro che l'impatto sociale di ulteriori nuove rivoluzioni digitali potrebbe sconvolgere ulteriormente i modelli che ci stiamo dando. Ma dando per buono l'hic et nunc, non lasciamoci sfuggire l'occasione.
Dagli Stockholm Accords a Building Belief, fino al Melbourne Mandate io ritengo che i Relatori Pubblici abbiano oggi l'opportunità epocale di COSTITUIRE un modello che ridefinisce il senso della nostra professione e che muta l'approccio delle organizzazioni alla comunicazione e al governo delle relazioni.

Occorre anche individuare e proporre i casi concreti delle organizzazioni più mature (come dice Toni il caso di IBM, ma anche GE) spostando decisamente il posizionamento delle RP tra le discipline di business management da un lato e il nostro ruolo all'interno delle organizzazione sul versante strategico decisionale.

Per sfruttare quest'opportunità storica, noi professionisti siamo i primi a doverci fare carico di questo cambiamento: facendo proprio un modello che è anzitutto una messa in discussione degli approcci precedenti ma anche un radicale cambiamento di ruolo. Siamo pronti a rinunciare a al punto G dello spin per imbarcarci nel governo delle relazioni? E' giusto creare una distinzione interna alla categoria? Di quali competenze abbisognano i Relatori Pubblici dei prossimi anni?